Mangiapane non è solo una grotta: al suo interno custodisce un villaggio in miniatura

Custonaci è un luogo fortemente legato alla terra anche per le attività estrattive del marmo, vantando un’antica tradizione come primo bacino marmifero della Sicilia, il secondo in Italia e in Europa. Ce ne si accorge anche arrivando in macchina alla Grotta, ben incastonata nei pressi di una cava di marmo.

Mangiapane non è solo una grotta: al suo interno custodisce un villaggio in miniatura. Ci sono abitazioni botteghe, cucine, stalle. Insomma, una bomboniera stretta tra alte pareti rocciose.

La grotta deve il suo nome “Mangiapane” a una famiglia che dal 1819 si è insediata qui, costruendo un vero e proprio borgo!

L’importanza di questa grotta però viene anche dal fatto che al suo interno sono stati rinvenuti ritrovamenti di fossili, utensili e altri reperti risalenti addirittura al Paleolitico Superiore. 
L’ingresso della grotta si trova circa 60 mt s.l.m. nelle pendici del Monte Cofano, facilmente raggiungibile. Io ho seguito le indicazioni di Google Maps, ma per strada la grotta è ben segnalata.

L’ingresso prevede un contributo di 3€ all’associazione che si prende cura del luogo. Non ci sono guide né leggende o didascalie che guidano nella visita, ma il bello forse è proprio immergersi nella pace di questo luogo e fare un viaggio indietro nel tempo. La visione è suggestiva e molto scenografica, si passeggia tra le botteghe del calzolaio e del fabbro, c‘è la cucina con un vecchissimo forno a legna, le camere da letto, le stalle. A Custonaci il tempo si ferma.